RACCONTI Degli Staffolani Una settimana ad Arbus
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Venerdì 22 Gennaio 2010 13:34

DIARIO DELLA SARDEGNA - Una settimana ad Arbus (a cura di Laura Carletti)

La famosissima addetta stampa della Banda Musicale di Staffolo Laura Carletti ci ha voluto regalare un racconto che giorno per giorno ci riporta alle emozioni visute in terra Sarda.

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diario sardegnaAlle 1,30 di mercoledì 15 agosto, una calda notte di ferragosto, a Staffolo nel piazzale antistante la sede della scuola di musica, un gruppo di giovani con bagaglio a seguito, si ritrovano intorno all’ormai familiare autobus a due piani della ditta Paglierini di Civitanova Marche, per intraprendere un viaggio che ci porterà, in serata, nella cittadina sarda di Arbus, appartenente alla nuova provincia del Medio Campidano. In un sommesso frenetico trambusto si svolgono tutte le operazioni di carico, i saluti agli amici e ai parenti e il primo degli innumerevoli appelli che garantiscono la presenza dei partecipanti prima di ogni partenza da una qualsivoglia località.Dopo l’ imbarco a Civitavecchia, la tranquilla traversata del Tirreno fino all’ attracco nel porto di Olbia, quindi in una stazione di servizio il classico pranzo al sacco particolarmente gradito grazie ai dolci di Luisa (amica e componente del comitato).Ora l’ ingombrante autobus con il suoi passeggeri assonnati, ma a turno capaci ancora di battute spiritose, percorre la strada E-25 verso sud-ovest, mentre il paesaggio dell’isola mostra i suoi vari aspetti: rilievi poco elevati dai profili irregolari e bizzarri, terreni aridi e arsi, versanti ricoperti di macchia mediterranea, pascoli ingialliti, coltivazioni e…purtroppo macchie bruciate e annerite dal fuoco degli incendi.Sono le 19,05 quando ci appare, dietro una curva della strada a tornanti, che ci ha portati a circa 400 metri di altitudine sulla pianura del Campidano, il paese a forma di stella e circondato da una cornice di monti con i pendii in parte ricoperti da una fitta pineta e disseminati di speroni di roccia chiara. All’ ingresso della cittadina alcune persone ci attendono: riconosciamo i nostri amici Stefano, Federico e Alessandro. I loro sorrisi rassicuranti e cordiali sono per tutti noi un gradito benvenuto in terra di Sardegna.

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diario_sardegnaSVEGLIA!!! Il trillo della campanella della scuola che ci ospita interrompe il sonno di tutti noi che a fatica riusciamo a scendere dai letti comodissimi, ad organizzarci per alternarci ai bagni e alle docce e a ritrovare nel caos dei bagagli vestiti e quant‘ altro.Siamo stati sistemati in camere da dieci posti, in verità il presidente e il basso tuba hanno preferito spostare i loro letti nell’ ampio atrio così li si può ammirare, ma non disturbare, durante il sonno. Una rapida colazione e poi ci inoltriamo nel fitto reticolato di viuzze che si incrociano provocando in molti disorientamento e al contempo curiosità e divertimento, il primo incontro con la cittadina e i suoi abitanti è infatti al “Museo del Coltello” dove ci attende il proprietario il signor Paolo Pusceddu, appartenente ad un’ antica famiglia di coltellinai che ha adottato come stemma la testa di un muflone. Nelle sale, dopo una breve presentazione utile a capire l’ importanza della lavorazione artigianale di questo utensile, ammiriamo pezzi unici e pregiati, il coltello a serramanico più pesante del mondo e il laboratorio con gli attrezzi del passato.Il pomeriggio è dedicato a lunghe, calde e sudate prove decise dal maestro Faini per perfezionare e mettere a punto la preparazione dei musicisti e…intanto chi può passeggia per Via della Repubblica e Via della Libertà, visita la chiesa di S. Sebastiano e il Montegranatico (sede del centro informazioni e di una esposizione di prodotti tipici dell’ artigianato e gastronomici), sosta in piazza S. Lussorio e Piazza Immacolata.Gli edifici raccontano la storia di questo centro sorto nella prima metà del XIV secolo ad opera di abitanti costretti ad abbandonare la costa per rifugiarsi all’ interno e sfuggire così alle incursioni dei saraceni e che ha visto, dal 1850, il proprio destino legato alle numerose miniere disseminate nel territorio, dopo la loro chiusura infatti la popolazione è diminuita fino agli attuali 7000 abitanti, questo forse spiega le numerose case serrate e tristemente deserte che si alternano ad abitazioni monofamiliari eleganti, curate e abbellite con piante verdi, come enormi ficus, e fiori dai colori sgargianti che sbocciano grazie al caldo sole del Mediterraneo meridionale .L’ interesse per gli aspetti artistici, culturali e naturalistici del comune, non impedisce ai turisti- accompagnatori di avvicinarsi alle pasticcerie per apprezzare i dolci tipici a base di mandorle, uvetta, nocciole, farina e ricoperti di glassa.Dopo la fatica delle prove durate circa quattro ore presso i locali dell’oratorio, un ambiente accogliente e spazioso, siamo di nuovo tutti insieme nella mensa della scuola materna per incontrare i giovani della banda di Arbus e altri amici che collaborano per rendere il nostro soggiorno piacevole e indimenticabile e ci stanno proprio riuscendo, hanno per noi molte attenzioni e si adoperano per soddisfare ogni nostra necessità e desiderio.Cenato, saliamo a bordo del nostro Eurobus bianco, che non passa inosservato, e ripercorriamo nella direzione opposta la strada con i tornanti per scendere a Guspini, centro distante circa cinque chilometri.diario_sardegnaQui, da alcuni giorni è festa, così le vie del rione vecchio sono ingombrate da bancarelle con mercanzie varie e percorse da turisti ed abitanti divertiti: noi ci sfidiamo al tiro al bersaglio con il fucile a pallini e la palla, ci uniamo ai ballerini in piazza XX Settembre sulla quale si affaccia la chiesa parrocchiale di San Nicolò. Il complesso e la ballerina riescono a coinvolgere molti di noi.diario sardegnaUna volta alle scuole elementari P. Leo, alcuni di noi decidono di coricarsi mentre altri non hanno ancora nessuna intenzione di considerare conclusa la serata e allora…iniziano le chiacchiere, gli scherzi, i canti e… i brindisi non proprio silenziosi se alcuni vicini mandano a controllare una pattuglia di carabinieri che, capita la situazione, ci invita solo a contenere la nostra euforia. Qualcuno, durante la notte vaga per le stanze coperto da un lenzuolo fluttuante e accende gli abbaglianti neon provocando lanci di ciabatte provvidenzialmente schivate e indifferenza in coloro che inspiegabilmente riescono a dormire.

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Solo all’ alba regna il silenzio…silenzio?...passi…sospiri…russare…scroscio dello sciacquone…cigolio di porte e…lo scampanio dell’ orologio della vicinissima chiesa che suona dalle sette ogni quarto… i suoi rintocchi penetrano nelle stanze e nelle nostre orecchie provocando risvegli repentini e lamentele, ma sono subito seguiti dalle più stravaganti suonerie dei cellulari che in una comunità di settanta persone telefono-dotate possono rappresentare un vero incubo.Oggi è il giorno della gita alla costa di Torre dei Corsari, il tanto atteso incontro con il mare di Sardegna, così decantato da chi ha avuto la fortuna di averlo potuto confrontare con il mare di Senigallia o Falconara. Dal promontorio a picco sul mare proseguiamo a piedi: il paesaggio che possiamo ammirare è unico, acque limpide e azzurre, fondali alti, spiagge ampie, intatte con dune di granelli di sabbia dorata.Il tempo di radiario sardegnaggiungere tutti la riva e i primi che si sono immersi senza attendere si trovano subito in difficoltà: le onde di questo mare non sono uno scherzo!Il resto della mattinata decidiamo di trascorrerlo giocando a pallone, a bigliardindiario sardegnao, al chioschetto.Il bagno viene rinviato a data da stabilire.Le ore di riposo ristoratore del pomeriggio, ci permettono di affrontare in piena forma il nostro primo impegno artistico nella piazza antistante il palazzo del municipio del paese di Mongoro. Il sindaco di questa cittadina ci attende e ci accompagna a visitare una mostra mercato di prodotti tipici e del tappeto, poi il nostro concerto seguito da un caloroso pubblico pronto a dimostrare il proprio apprezzamento con applausi frequenti e prolungati.Sulla via del ritorno, sosta in piazza XX Settembre di Guspini, per le ultime danze della serata e della festa del paese. Il nostro gruppo si fa notare di nuovo per l’ esuberanza e l’ originalità di alcuni ballerini. Rientrati la notte è ancora troppo giovane per essere sprecata dormendo, perciò la compagnia richiede la capacità di resistere al sonno per continuare a divertirsi insieme. 

 

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diario sardegnaAl mattino le stanze risuonano di richiami continui ed insistenti…veloci…svelti….forza… siamo in ritardo… alle 11,00 siamo attesi al sito archeologico di Barumini-Su Nuraxi. Stefano, l’onnipresente Stefano nostro accompagnatore e custode, a nome della banda di Arbus ci fa un vero dono organizzando e offrendoci la visita a questo villaggio nuragico, il più famoso e importante della Sardegna .A molti di noi resteranno impresse nella mente a lungo le capanne con resti in pietra di muri, sedili, forni, vasche, stanze, vicoli e la “fortezza” del nuraghe che tutto sovrasta ancora oggi con la sua maestosità in parte mutilata dagli eventi del tempo.Le testimonianze della storia e le radici della nostra civiltà esercitano il loro fascino su tutti noi perciò seguiamo con attenzione la guida che cerca di svelarci i segreti della costruzione e dell’utilizzo di questa opera architettonica risalente al 1500 a.C..Lasciando Barumini non possiamo che esprimere gratitudine per l’ opportunità che ancora una volta ci è stata offerta di sentirci un pò più “ricchi”, una sensazione nota a quelli di noi che hanno partecipato a gite in località non sempre di forte richiamo turistico, ma per questo non meno capaci di trasmettere a chi vi soggiorna conoscenze, valori e emozioni.Ci troviamo di nuovo tutti insieme seduti a tavola per il pranzo. diario sardegnaI pasti che ci vengono serviti dai musicisti- camerieri con gentile abilità sono ottimi e apprezzato è il fresco e liquoroso vino Canonau che gratifica il palato, riscalda il cuore, arrossa le gote e rende loquaci le lingue.In tarda serata, in seno ai festeggiamenti in onore di San Lussorio, la nostra banda si fonde con quella di Arbus. Insieme apriamo, preceduti dal gruppo folcloristico in costume, la processione che conduce la statua del Santo da una chiesetta nei pressi del campo sportivo fino a quella del Patrono al centro del paese.Segue il Santo caricato su udiario sardegnan carro di buoi bardati a festa con fiori e nastri, mentre altri carri sempre trainati da coppie di buoi chiudono il corteo di devoti che pregano e cantano nei tratti in cui le bande tacciono. Le strade sono cosparse di fiori, foglie e piante aromatiche che calpestate diffondono le loro fragranze.Per noi l’impegno continua dopo la cena: è la serata del nostro concerto in onore dei cittadini di questa località molto ospitale nei nostri confronti.Ci disponiamo ordinatamente nell’ anfiteatro di fronte al maestro intenzionato ad ottenere il meglio da noi musicisti, ha inizio la musica…(TITOLI DEI BRANI)La buona acustica del luogo e la qualità delle nostre esecuzioni concorrono a rendere questa serata piacevole per i numerosi spettatori: siamo contenti di essere qui e di avere per amico una persona come Federico, presidente della banda di Arbus, che ci fa conoscere ai suoi concittadini e racconta loro la storia del nostro incontro avvenuto grazie alla comune passione per la musica.

 

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diario sardegnaQuesto è il giorno dedicato alle famose dune di Piscinas e all’omonima lunga spiaggia che fa parte dell’immenso patrimonio costiero del territorio del comune di Arbus.Attraversiamo (nel tratto finale alcuni di noi a piedi) per raggiungere la costa un ambiente incontaminato composto da montagne, fitti boschi, colline, macchia mediterranea, pianure, colonie di ginepri, spiagge, dune, torrenti, scogliere, insenature, calette e ne apprezziamo gli aspetti naturali ben conservati.Le ore sulla riva scorrono piacevolmente: le condizioni del mare ci permettono di fare lunghi bagni. 20-08-07 Alle 8’30 partenza per Cagliari: tutta la giornata è dedicata alla visita turistica del capoluogo di regione Alessandro è la nostra guida, quindi con abilità e competenza ci conduce a visitare i luoghi più significativi e caratteristici della città illustrandocene mirabilmente gli aspetti con notizie e curiosità.Poi nessuno rinuncia al pranzo a base di pesce in uno dei tanti ristoranti del lungomare.A sera i nostri amici di Arbus ci offrono un delizioso arrosto di maialino alla brace servito in capienti vassoi di leggero sughero e cosparso di ramoscelli di mirto.Questa tenera carne dal sapore delicato è seguita da salsicce arrostite, vari tipi di formaggi caprini e ovini, verdure fresche, il tutto accompagnato dal friabile pane anche bagnato di olio e da ottimi vini bianchi e rossi: una vera carrellata di prodotti tipici della tradizione enogastronomica del territorio.Non possiamo che stupirci e ringraziare per tutto questo!All’anfiteatro un complesso anima e allieta la serata con brani in lingua sarda. diario sardegna

20-08-07

Alle  8’30 partenza per Cagliari: tutta la giornata è dedicata alla visita turistica del capoluogo di regione Alessandro è la nostra guida, quindi con abilità e competenza ci conduce a visitare i luoghi più significativi e caratteristici della città illustrandocene mirabilmente gli aspetti con notizie e curiosità.diario_sardegnaPoi nessuno rinuncia al pranzo a base di pesce in uno dei tanti ristoranti del lungomare. A sera i nostri amici di Arbus ci offrono un delizioso arrosto di maialino alla brace servito in capienti vassoi di leggero sughero e cosparso di ramoscelli di mirto.Questa tenera carne dal sapore delicato è seguita da salsicce arrostite, vari tipi di formaggi caprini e ovini, verdure fresche, il tutto accompagnato dal friabile pane anche bagnato di olio e da ottimi vini  bianchi e rossi: una vera carrellata di prodotti tipici della  tradizione enogastronomica del  territorio.Non possiamo che stupirci e ringraziare per tutto questo!All’anfiteatro un complesso anima e allieta la serata con brani in lingua sarda.

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diario sardegnaUltimo giorno. Non si può lasciare il paese senza aver visto da vicino le miniere e i villaggi minerari sparsi nel comune e notati, durante i nostri spostamenti, lungo i pendii e… allora in partenza per la miniera di Montevecchio.Raggiungiamo prima il villaggio composto da edifici civili immersi nel verde poi sostiamo in prossimità di opere prettamente minerarie e ci caliamo prima in un pozzo e poi in una galleria. Durante il percorso guidato il nostro accompagnatore ci dà una serie di informazioni sulla storia e sulle tecniche di estrazione dei minerali e metalli: il luogo è un monumento alla fatica e al sacrificio di tutti coloro che hanno lavorato all’ interno della montagna per migliorare le proprie condizioni di vita .Nel pomeriggio chi non lo ha ancora fatto fa il giro dei negozi per acquistare souvenir e confezioni di prodotti gastronomici da riportare a casa.A sera di nuovo in parata con i nostri strumenti per accompagnare la Statua di San Lussorio nella sua chiesetta. La processione attraversa una parte del centro abitato a noi sconosciuta: le case sorgono su speroni di roccia nuda e scoscesa a tratti nascosta dietro vigorosi fichi d’ India carichi di frutti.Durante la cena, incontriamo molti di coloro che hanno reso possibile il nostro soggiorno ad Arbus allora non si può che iniziare a ringraziare e salutare, infatti la partenza è fissata al termine del concerto, al quale partecipano la nostra e altre due bande, e dello spettacolo dei fuochi d’ artificio che seguirà.Le ultime persone che vediamo lasciando Arbus sono Stefano, Federico,Giorgio,Alessandro e non possiamo che ricordare il nostro arrivo e i giorni trascorsi tra amici. 22-08-07 Sono le 02.00. Nel pullman, che sta viaggiando verso Olbia, regnano il buio e il silenzio: solo alle 19,00 saremo a Staffolo.

 

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Sono le 02.00. Nel pullman, che sta viaggiando verso Olbia, regnano il buio e il silenzio: solo alle 19,00 saremo a Staffolo.diario sardegna

Laura Carletti