RACCONTI Degli Staffolani Svezia, suonata e ritorno.
Svezia, suonata e ritorno. PDF Stampa E-mail
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Martedì 27 Aprile 2010 09:27
Seduti sulla gradinata che conduce al giardino sul quale si affaccia l'ala est dell’imponente  palazzo reale , 
Palazzo Reale - Stoccolma
sotto lo sguardo impassibile della giovane sentinella dall’espressione ingenua e timida nella sua garitta di legno, attendiamo l’arrivo del pullman della ditta Paglierini di Civitanova Marche che ci riporterà a Staffolo.
A Staffolo da Stoccolma! Sì, siamo  proprio a Stoccolma ! Quante volte comitato e musicisti avevano detto al termine di una  delle sempre apprezzate e ormai consuete tourneè all’ estero: ” La prossima in Svezia!”. 
Ma poi il tempo passava e questo proposito si trasformava in un sogno irrealizzabile, in una chimera. 
Ed ora, stringendo in mano buste di plastica contenenti souvenir e altri acquisti, ci guardiamo  e guardiamo intorno. Respiriamo profondamente, con il timore di vedere comparire la sagoma  rossa dell’ autobus , vogliamo prolungare ancora la piacevole sensazione che ci viene dal trovarci in questa bella capitale di uno di quei paesi del nord Europa, così distanti da Staffolo e così affascinanti.
La luce  intensa e abbagliante del sole  in questo caldo pomeriggio di fine aprile  fa brillare acque, cupole , palazzi e … uno sguardo ancora : siamo proprio a Stoccolma!
Prima di salire a bordo, rivolgiamo un sorriso compiaciuto al profilo del Palazzo e anche alla guardia (che ci fa tenerezza) e con la soddisfazione di esserci stati e la certezza forse di non tornarci più ci apprestiamo a lasciare Stoccolma e la Svezia.
Stoccolma
Alcuni mesi prima Damiano, il presidente, aveva avuto il coraggio di nominare il paese scandinavo comunicando al comitato la possibilità di “andarVI“a suonare accompagnando un gruppo di frustatori di Solarolo” e subito lo sguardo di tutti era andato sulla carta geografica appesa nella sala riunioni della sede ed era iniziato il toto - chilometri…e… il toto - spesa! 
Conclusione: “Si può fare!”
La notizia era stata  accolta da tutti i musicisti con entusiasmo, e da quel momento in poi la banda aveva avuto  un solo argomento e un solo fine: 
lavorare e prepararsi per la Svezia (o per le svedesi?).
La nostra corrispondente svedese ci aveva contattato da Västerås, una città di 150.000 abitanti, a 100 Km dalla capitale, illustrandoci il festival Tattoo, al  quale avremmo dovuto partecipare, e le condizioni del nostro soggiorno. 
Anche quando le condizioni erano diventate per noi meno convenienti, eroicamente avevamo trovato una soluzione: tutti in Svezia!. 
La sera del 21 aprile era iniziato il nostro viaggio verso nord. Per ore e ore, strada e strada, ma non solo… paesaggi ampi incorniciati dai bordi metallici dei finestrini ci avevano piacevolmente accompagnati  e distratti, forse non tutti, dai film che andavano ininterrottamente sul video.
Paesaggi del nord
IL ponte sul Mar Baltico, boschi di conifere, laghi  azzurri, vaste distese di prati, fattorie romantiche   con  antiche stalle, pascoli verdi, villaggi di tipiche case rosse in legno, dai tetti spioventi, finestre con i lumi sui davanzali, autostrade rettilinee quasi deserte, automobilisti rispettosi dei limiti di velocità, cieli tersi…ci avevano dato il benvenuto in terra svedese.
Sulla via del ritorno non si può che ricordare le giornate trascorse …le foto scattate che scorrono sullo schermo, i premi  assegnati a chi si è distinto per prestazioni “goliardiche”, le interviste di Italo  e Damiano per “Tele-tocco” ci riportano alla mente  i momenti divertenti e gli  impegni.
L’ Arianna, capogruppo dei frustatori e madre di due splendidi bambini (di tre e sette anni) che condividono  pazientemente con noi gli spazi angusti del pullman, commenta l’esibizione nell’ arena Bombardier (Nome di una ditta produttrice di treni) e urla “Belli!Bravi!” quando appare la 
Il ponte che ci porta in Svezia
foto della nostra banda perfettamente schierata preceduta dal suo gruppo. In realtà entrare marciando all’ interno del palazzetto dello sport, ci aveva creato non poco imbarazzo : avevamo assistito alle prove degli altri gruppi musicali che avevano dimostrato sincronismo nello sfilare e capacità di assumere all’ unisono posizioni per creare figure, mentre eseguivano i loro brani. 
E noi … al primo tentativo qualcuno aveva ricordato il giro delle mura durante le processioni, poi un altro rosso in volto con la voce tremante, per la  sua erre francese o per rabbia, aveva urlato descrivendo ciò che aveva visto cercando di  trasmettere a tutti quella visione non proprio edificante. 
Usciti, il maestro aveva continuato a far sfilare anche sui prati impolverati e al momento giusto le cose erano andate in modo dignitoso, tanto che quello della faccia rossa al termine aveva detto:”Bravi! File perfette, sfilata ordinata, virata corretta , esecuzione buona , frustate efficaci”.
Avevamo ricevuto la nostra quota di applausi e il pubblico aveva dimostrato di gradire la nostra musica e la nostra italianità.
Festival Tattoo
L’allegria e la freschezza dei musicisti avevano  fatto dimenticare  anche lo stupore e forse il disappunto per quelle voci staffolane ,(di coloro che  richiamavano il compagno a mantenere la posizione ),che avevano preceduto il nostro ingresso nell’ arena avvolta nel silenzio e nella luce tenue e soffusa.
Il soggiorno a Västerås aveva dato a tutti noi l’ opportunità di conoscere la citta’, le vie più antiche, le più moderne , i centri commerciali, i locali notturni e di scoprire che lì le regole  c’ erano  per essere rispettate anche con il  rammarico di quelle giovani diciottenni che erano arrivate in aereo per suonare e per provare la movida svedese , infatti si erano viste respinte  dai nait e  dalle discoteche per non avere ancora l’ età ( giusta ). Chi si era unito ai più attempati aveva invece trascorso le serate nei locali pubblici e  può vantare foto in compagnia di svedesine molto apprezzate diciamo per i loro lineamenti   aggraziati e dolci.
Norimberga
Quando la distanza da casa si sta notevolmente riducendo ,facciamo sosta a Norimberga per pernottare, ma la città antica  merita una visita “guidata” e Italo si mette a capo del gruppo al completo.
Sessanta turisti quasi fai da te vanno alla scoperta degli angoli più suggestivi del centro storico ,così per caso si viene sapere che a pochi passi dal nostro albergo esiste un  quartiere a luci rosse. 
Dopo cena in fila come scolaretti, i più interessati partono a loro dire solo per curiosare. 
Non ho altre notizie, meglio… mi dicono  ora che un uomo sposato abbia  girovagato per quelle vie soffermandosi davanti alle vetrine illuminate senza decidersi a tornare indietro , che sia mio marito?
Ciao, alla prossima!
Laura Carletti 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 30 Aprile 2010 11:44 )